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Separarsi o divorziare comporta spesso la necessità di affrontare nuove spese abitative. Per questo la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto il bonus genitori separati 2026, un bonus affitto per genitori separati e divorziati che può arrivare a 500 euro al mese. Ma attenzione: il contributo non spetta a tutti. Per accedervi è necessario possedere specifici requisiti relativi alla situazione familiare, al reddito, alla disponibilità di un’abitazione e al contratto di locazione, e la domanda va presentata entro le ore 12:00 del 28 ottobre 2026.

Vediamo chi può beneficiarne, a quanto ammonta il contributo e come presentare la domanda.

Che cos’è il bonus affitto per genitori separati e divorziati?

La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), ha istituito un fondo destinato al sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati che non sono assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà e hanno figli a carico fino al compimento dei 21 anni.

La misura nasce per sostenere, in presenza di determinate condizioni, il genitore che, dopo la separazione o il divorzio, deve trovare una nuova sistemazione abitativa e sostenere le relative spese.

Il contributo può coprire il 50% del canone annuo di locazione, fino a un massimo di 6.000 euro all’anno, corrispondenti a 500 euro al mese.

È importante, tuttavia, non confondere l’esistenza del fondo con il diritto automatico a ricevere il contributo: l’accesso è subordinato al rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa e alle modalità stabilite per la formazione delle graduatorie.

Requisiti: chi può richiedere il bonus affitto?

Non è sufficiente essere separati o divorziati e dover pagare un affitto. Per accedere al contributo occorre soddisfare contemporaneamente tutte le condizioni che seguono.

1. Essere separati o divorziati e non essere assegnatari della casa familiare

Il beneficio è rivolto al genitore separato o divorziato, con un provvedimento di separazione o divorzio, che non sia assegnatario dell’abitazione familiare di proprietà.
È quindi necessario verificare la situazione concreta, il provvedimento di separazione o divorzio e le condizioni relative all’abitazione familiare.

2. Avere almeno un figlio a carico di età inferiore a 21 anni

È necessario avere almeno un figlio a carico che, alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico del 7 ottobre 2026, non avesse ancora compiuto 21 anni.
Non tutti i genitori separati o divorziati, dunque, rientrano nella platea dei potenziali beneficiari.

3. Avere un reddito individuale non superiore a 35.000 euro

Il reddito individuale del richiedente, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi, non deve superare 35.000 euro. Non si guarda all’ISEE del nucleo familiare, ma al reddito personale.
Si tratta di un requisito autonomo, da verificare sulla base della documentazione fiscale richiesta.

4. Avere un contratto di locazione regolarmente registrato

Il richiedente deve essere intestatario di un contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato.
Il semplice fatto di sostenere spese per una nuova abitazione, pertanto, non è sufficiente: occorre verificare che il rapporto di locazione presenti le caratteristiche richieste dalla disciplina del contributo.

5. Non possedere altri immobili residenziali entro 50 km

Il richiedente non deve essere proprietario di uno o più immobili a uso residenziale nel Comune in cui si trova l’abitazione familiare oppure nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri.
È prevista un’eccezione per l’eventuale proprietà dell’abitazione familiare assegnata all’altro genitore, alle condizioni indicate dalla normativa.
Anche questo requisito richiede un’attenta verifica della situazione patrimoniale e immobiliare.

6. Essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli

Per accedere al contributo è necessario essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli.
La verifica della posizione del richiedente rispetto a tali obblighi costituisce quindi un ulteriore passaggio necessario.

7. Non beneficiare di altri aiuti pubblici per analoghe finalità abitative

Il bonus non è riconosciuto a chi beneficia già di ulteriori sussidi pubblici, erogati dallo Stato o da altri enti pubblici, destinati ad analoghe finalità di sostegno abitativo.
È inoltre escluso chi risulta assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica.

Quanto spetta: fino a 500 euro al mese

Il contributo copre il 50% del canone annuale di locazione, fino a un importo massimo di 6.000 euro annui. L’importo effettivamente riconosciuto dipende dal canone sostenuto e dall’applicazione delle regole previste per l’erogazione del fondo.

È opportuno ricordare che il possesso dei requisiti non equivale necessariamente all’assegnazione del contributo: le domande sono sottoposte a una procedura di selezione e alla formazione di graduatorie regionali, nell’ambito delle risorse disponibili.

Come e quando presentare la domanda: scadenza 28 ottobre 2026

Per il 2026, le domande devono essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con accesso mediante SPID, CIE oppure CNS.

La finestra per la presentazione delle domande è aperta dalle ore 12:00 del 7 ottobre 2026 alle ore 12:00 del 28 ottobre 2026.

Prima di inoltrare la richiesta è fondamentale verificare con attenzione i requisiti e predisporre le informazioni e la documentazione necessarie. Una volta inviata, la domanda non può più essere modificata.

La domanda si presenta sul portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dedicato al sostegno abitativo dei genitori separati. L’avviso pubblico è consultabile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Perché è importante valutare attentamente la propria situazione?

La separazione e il divorzio comportano conseguenze che non riguardano soltanto i rapporti personali e l’organizzazione della vita dei figli, ma anche l’equilibrio economico e patrimoniale dei genitori.
L’assegnazione della casa familiare, gli obblighi di mantenimento, la disponibilità di altri immobili e la necessità di sostenere un nuovo canone di locazione sono aspetti che possono incidere in modo significativo sulla situazione del singolo genitore.
Per questo motivo, prima di presentare la domanda per il bonus affitto, è opportuno verificare la propria posizione concreta alla luce dei requisiti previsti.
Non tutti i genitori separati o divorziati hanno diritto al contributo. Conoscere le condizioni di accesso è il primo passo per capire se si può beneficiare di questa misura di sostegno.

Hai dubbi sulla tua situazione?

Se stai affrontando una separazione o un divorzio e vuoi comprendere quali siano le conseguenze economiche e abitative della fine del rapporto, è importante valutare attentamente la tua posizione.

Lo Studio Legale dell’Avv. Laura Di Francia offre assistenza nell’ambito del diritto di famiglia, con particolare attenzione alla tutela dei diritti dei genitori, alla regolamentazione dei rapporti economici e alla protezione degli interessi patrimoniali. Puoi contattarci per una consulenza presso le sedi di Bologna e Milano.

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